OMNIBUS/1. IV COMM APPROVA NORME SU TRASPORTI, URBANISTICA, EDILIZIA


OMNIBUS/1. IV COMM APPROVA NORME SU TRASPORTI, URBANISTICA, EDILIZIA

05.05.2026
15:59
(ACON) Trieste, 5 mag - Via libera dalla IV Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Giuseppe Ghersinich (Lega), agli articoli di competenza del disegno di legge 79, Disposizioni multisettoriali, relativi a infrastrutture e territorio.

A illustrare modifiche, variazioni e abrogazioni è stata l'assessore regionale a Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, che ha presentato gli articoli del Capo IV del ddl 79, dal 30 al 48. Il provvedimento interviene in modo diffuso su trasporti, infrastrutture, edilizia e pianificazione urbanistica, con un impianto prevalentemente tecnico che punta a semplificazione e aggiornamento normativo.

Sul fronte del trasporto pubblico locale, le modifiche recepiscono l'assetto già in vigore con il contratto unico regionale: alcune funzioni vengono accentrate in capo alla Regione, mentre si ridimensiona il ruolo delle Province, in particolare su gestione e manutenzione delle infrastrutture. È proprio su questo punto che si sono concentrate le principali perplessità.

Nicola Conficoni (Pd) ha parlato di una "contraddizione evidente mentre si va verso il ripristino delle Province, le norme in discussione ne riducono di fatto le competenze, soprattutto in materia di Tpl". Osservazione condivisa anche dalla consigliera Rosaria Capozzi (M5S), che ha evidenziato "come l'eliminazione delle funzioni provinciali su infrastrutture e trasporti appaia incoerente rispetto all'impostazione politica della maggioranza".

Di pensiero opposto Furio Honsell (Open), che ha interpretato la scelta come "una conferma dell'inadeguatezza delle Province, giudicate ormai una struttura poco efficace", esprimendo quindi "una valutazione favorevole alla centralizzazione".

A chiudere il fronte politico sul tema è intervenuto il capogruppo dem Diego Moretti, che ha richiamato la genesi del modello attuale, sottolineando "come il contratto unico regionale del Tpl sia frutto di un percorso condiviso nelle precedenti legislature e rappresenti una scelta coerente da non rimettere in discussione".

L'assessore Amirante ha respinto le critiche, definendo le modifiche "un adeguamento tecnico necessario a rendere coerente la normativa con un contratto in vigore dal 2020 al 2030". "Non c'è una scelta politica sulle Province - ha chiarito Amirante - ma la presa d'atto di un assetto già definito. Sarà eventualmente il Consiglio, alla scadenza del contratto, a valutare modelli diversi".

Altro tema che ha acceso il dibattito è quello del trasporto scolastico. La modifica restringe il riferimento passando dall'attuale "scuola dell'obbligo" a "scuola d'infanzia, primaria e secondaria di primo grado". Una scelta contestata da Capozzi e Honsell, che hanno parlato di "una riduzione della platea, escludendo di fatto gli studenti del biennio delle superiori". Laura Fasiolo (Pd), invece, ha riconosciuto come "positiva l'estensione ai bambini della scuola d'infanzia". L'assessore ha difeso la norma rivendicandone la natura politica: "Lo scuolabus è un servizio dedicato, pensato per bambini più piccoli, che necessitano anche di accompagnamento. Gli studenti più grandi utilizzano il Tpl ordinario". Secondo Amirante, quindi, "non si tratta di un taglio ma di una differenziazione dei servizi".

Ampio e articolato il confronto anche sulle norme urbanistiche ed edilizie. In questo ambito, le modifiche intervengono sia sulla semplificazione delle procedure contributive e urbanistiche, sia su aspetti più tecnici legati alla rigenerazione del patrimonio immobiliare e alla gestione dei bandi regionali. Tra gli interventi, anche nuove misure per favorire il recupero degli edifici esistenti, la riqualificazione dei condomini e l'introduzione di criteri premiali legati all'abbattimento delle barriere architettoniche.

Sul punto, Honsell ha sollevato dubbi "sugli ampliamenti volumetrici fino al 20% e sulle semplificazioni, ritenendole misure non banali e potenzialmente impattanti sul territorio, soprattutto se legate allo sviluppo turistico e al fenomeno degli affitti brevi". Sulla stessa linea Serena Pellegrino (Avs), che ha chiesto chiarimenti "sull'effettiva portata delle modifiche, segnalando il rischio di favorire dinamiche speculative e chiedendo una regolazione più chiara degli affitti brevi".

Amirante ha risposto sottolineando "la necessità di superare rigidità ormai datate e favorire la rigenerazione urbana: abbiamo un patrimonio edilizio inutilizzato che va recuperato. La flessibilità sulle destinazioni d'uso serve a questo". Quanto agli ampliamenti, ha precisato che "restano subordinati alle scelte dei Comuni".

Sempre sul versante edilizio, Pellegrino ha posto una questione tecnica rilevante sull'articolo 44, relativo allo stato legittimo degli immobili, chiedendo "come comportarsi nei casi, frequenti, di edifici privi di documentazione strutturale". La direzione Infrastrutture e Territorio ha chiarito che "la norma introduce solo una semplificazione interpretativa, riconoscendo validità a documenti come l'abitabilità quando attestano implicitamente il rispetto delle norme dell'epoca, senza introdurre sanatorie".

1 - segue ACON/RM-rcm



  • Il presidente della IV Commissione, Giuseppe Ghersinich (Lega) e l'assessore regionale Cristina Amirante
    Il presidente della IV Commissione, Giuseppe Ghersinich (Lega) e l'assessore regionale Cristina Amirante
  • I consiglieri dem Nicola Conficoni e Diego Moretti
    I consiglieri dem Nicola Conficoni e Diego Moretti
  • I consiglieri Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), Serena Pellegrino (Avs), Rosaria Capossi (M5S) e Laura Fasiolo (Pd)
    I consiglieri Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), Serena Pellegrino (Avs), Rosaria Capossi (M5S) e Laura Fasiolo (Pd)
  • I lavori della IV Commissione
    I lavori della IV Commissione