OMNIBUS/1. IV COMM APPROVA NORME SU TRASPORTI, URBANISTICA, EDILIZIA
(ACON) Trieste, 5 mag - Via libera dalla IV Commissione del
Consiglio regionale, presieduta da Giuseppe Ghersinich (Lega),
agli articoli di competenza del disegno di legge 79, Disposizioni
multisettoriali, relativi a infrastrutture e territorio.
A illustrare modifiche, variazioni e abrogazioni è stata
l'assessore regionale a Infrastrutture e Territorio, Cristina
Amirante, che ha presentato gli articoli del Capo IV del ddl 79,
dal 30 al 48. Il provvedimento interviene in modo diffuso su
trasporti, infrastrutture, edilizia e pianificazione urbanistica,
con un impianto prevalentemente tecnico che punta a
semplificazione e aggiornamento normativo.
Sul fronte del trasporto pubblico locale, le modifiche
recepiscono l'assetto già in vigore con il contratto unico
regionale: alcune funzioni vengono accentrate in capo alla
Regione, mentre si ridimensiona il ruolo delle Province, in
particolare su gestione e manutenzione delle infrastrutture. È
proprio su questo punto che si sono concentrate le principali
perplessità.
Nicola Conficoni (Pd) ha parlato di una "contraddizione evidente
mentre si va verso il ripristino delle Province, le norme in
discussione ne riducono di fatto le competenze, soprattutto in
materia di Tpl". Osservazione condivisa anche dalla consigliera
Rosaria Capozzi (M5S), che ha evidenziato "come l'eliminazione
delle funzioni provinciali su infrastrutture e trasporti appaia
incoerente rispetto all'impostazione politica della maggioranza".
Di pensiero opposto Furio Honsell (Open), che ha interpretato la
scelta come "una conferma dell'inadeguatezza delle Province,
giudicate ormai una struttura poco efficace", esprimendo quindi
"una valutazione favorevole alla centralizzazione".
A chiudere il fronte politico sul tema è intervenuto il
capogruppo dem Diego Moretti, che ha richiamato la genesi del
modello attuale, sottolineando "come il contratto unico regionale
del Tpl sia frutto di un percorso condiviso nelle precedenti
legislature e rappresenti una scelta coerente da non rimettere in
discussione".
L'assessore Amirante ha respinto le critiche, definendo le
modifiche "un adeguamento tecnico necessario a rendere coerente
la normativa con un contratto in vigore dal 2020 al 2030".
"Non c'è una scelta politica sulle Province - ha chiarito
Amirante - ma la presa d'atto di un assetto già definito. Sarà
eventualmente il Consiglio, alla scadenza del contratto, a
valutare modelli diversi".
Altro tema che ha acceso il dibattito è quello del trasporto
scolastico. La modifica restringe il riferimento passando
dall'attuale "scuola dell'obbligo" a "scuola d'infanzia, primaria
e secondaria di primo grado". Una scelta contestata da Capozzi e
Honsell, che hanno parlato di "una riduzione della platea,
escludendo di fatto gli studenti del biennio delle superiori".
Laura Fasiolo (Pd), invece, ha riconosciuto come "positiva
l'estensione ai bambini della scuola d'infanzia".
L'assessore ha difeso la norma rivendicandone la natura politica:
"Lo scuolabus è un servizio dedicato, pensato per bambini più
piccoli, che necessitano anche di accompagnamento. Gli studenti
più grandi utilizzano il Tpl ordinario". Secondo Amirante,
quindi, "non si tratta di un taglio ma di una differenziazione
dei servizi".
Ampio e articolato il confronto anche sulle norme urbanistiche ed
edilizie. In questo ambito, le modifiche intervengono sia sulla
semplificazione delle procedure contributive e urbanistiche, sia
su aspetti più tecnici legati alla rigenerazione del patrimonio
immobiliare e alla gestione dei bandi regionali. Tra gli
interventi, anche nuove misure per favorire il recupero degli
edifici esistenti, la riqualificazione dei condomini e
l'introduzione di criteri premiali legati all'abbattimento delle
barriere architettoniche.
Sul punto, Honsell ha sollevato dubbi "sugli ampliamenti
volumetrici fino al 20% e sulle semplificazioni, ritenendole
misure non banali e potenzialmente impattanti sul territorio,
soprattutto se legate allo sviluppo turistico e al fenomeno degli
affitti brevi". Sulla stessa linea Serena Pellegrino (Avs), che
ha chiesto chiarimenti "sull'effettiva portata delle modifiche,
segnalando il rischio di favorire dinamiche speculative e
chiedendo una regolazione più chiara degli affitti brevi".
Amirante ha risposto sottolineando "la necessità di superare
rigidità ormai datate e favorire la rigenerazione urbana: abbiamo
un patrimonio edilizio inutilizzato che va recuperato. La
flessibilità sulle destinazioni d'uso serve a questo". Quanto
agli ampliamenti, ha precisato che "restano subordinati alle
scelte dei Comuni".
Sempre sul versante edilizio, Pellegrino ha posto una questione
tecnica rilevante sull'articolo 44, relativo allo stato legittimo
degli immobili, chiedendo "come comportarsi nei casi, frequenti,
di edifici privi di documentazione strutturale". La direzione
Infrastrutture e Territorio ha chiarito che "la norma introduce
solo una semplificazione interpretativa, riconoscendo validità a
documenti come l'abitabilità quando attestano implicitamente il
rispetto delle norme dell'epoca, senza introdurre sanatorie".
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ACON/RM-rcm